La Fondatrice · 1858-1926

Beata Madre Colomba Gabriel

Religiosa polacca, divenuta romana d’adozione per un’imprevedibile volontà di Dio; apostola delle giovani operaie e Fondatrice delle Suore Benedettine di Carità.

Le origini e il monastero di Leopoli

Ritratto della Beata Madre Colomba Gabriel

Stanisławów, 3 maggio 1858

Le origini e il monastero di Leopoli

Janina Matylda Gabriel nasce a Stanisławów (oggi Ivano-Frankivsk, Ucraina) il 3 maggio 1858, in una famiglia nobile.

Affascinata da Cristo, quindicenne si consacra a Lui nel monastero benedettino di Leopoli, dove nel 1897 la comunità la elegge Abbadessa. Anima grande, dotata di intelligenza, volontà, capacità organizzativa, passione per la musica e la pittura, è generosa verso ogni bisognoso.

La prova e l’arrivo a Roma

Immagine devozionale della Beata

Roma, 21 aprile 1900

La prova e l’arrivo a Roma

Un giovane da lei beneficato la costringe a difendere la sua purezza e la sua consacrazione: con il permesso dell’autorità ecclesiastica lascia patria, monastero e consorelle e raggiunge Roma il 21 aprile 1900.

Esule, sola, raggiunta dalla calunnia, alla scuola della croce comprende che la sua vera chiamata è di essere madre: madre di quanti soffrono nel cuore, nel corpo, nello spirito.

La fondazione dell’Istituto

«Siate buone e felici»: il quadro della Madre nella casa delle suore

Roma, Via di Torre Argentina 76, 1908

La fondazione dell’Istituto

Anticipatrice delle odierne Case-Famiglia, fa ardere il cuore a tante giovani che, incontrando Cristo in una vita di preghiera e attività, si uniscono a lei: nasce l’Istituto delle Suore Benedettine di Carità.

Nel 1908, in Via di Torre Argentina 76, apre la Casa Madre: la prima Casa-Famiglia in Roma, che accoglie giovani operaie e impiegate. È l’inizio concreto della missione.

Siate buone e felici.
Madre Colomba Gabriel
La tomba della Beata Madre Colomba, con il mosaico dorato, a Centocelle

La tomba della Beata Madre Colomba, con il mosaico dorato, a Centocelle

La Beata

La beatificazione e la tomba a Centocelle

Madre Colomba muore a Roma il 24 settembre 1926. Nel 1993 è stata beatificata da San Giovanni Paolo II.

La sua tomba, che ne custodisce il corpo, si trova nella casa delle suore nel quartiere romano di Centocelle: un luogo semplice e raccolto, meta di preghiera per le consorelle e per i molti devoti.

«Quando una persona si rende disponibile interamente al soffio dell’amore di Dio viene coinvolta in una «avventura spirituale» che sfugge ad ogni umana previsione.»
San Giovanni Paolo II

Le sue parole

La voce della Madre

«Ritenete bene a mente questo consiglio che vi do: Abbiate per Dio cuore di figlia, per il prossimo cuore di madre, per voi stesse cuore di giudice.»

Madre Colomba Gabriel

«La religiosa è un’anima esclusivamente offerta a Dio.»

Madre Colomba Gabriel

«Il nostro agire deve somigliare all’agire di un raggio di sole, che illumina, riscalda, fortifica senza dar fastidio a nessuno.»

Madre Colomba Gabriel

«L’unica esclusivamente buona volontà è quella di Dio.»

Madre Colomba Gabriel

«Che la nostra casa sia una casa d’amore e di pace, ove viviamo bene insieme, e ove Gesù si trovi bene con ciascuna di noi.»

Madre Colomba Gabriel

«C’è, sì, una Provvidenza che reca, gemmati di lacrime, i doni più belli della vita.»

Madre Colomba Gabriel

«Un’opera, nata da un grande amore, non potrà mai essere distrutta. Oh, che bella sorte: essere al servizio del buon Dio e vivere presso di Lui, vivere con Lui, vivere per Lui. È andare dove mi chiama un’anima da guidare, un cuore da consolare, un corpo dolente da sollevare!»

Madre Colomba Gabriel

«Bisogna aver la fede irremovibile, piangere poco e sorridere molto, ed essere nella fede così sicura e tranquilla, come un bimbo tra le braccia della madre.»

Madre Colomba Gabriel

«Siamo anzitutto buoni, poi saremo felici.»

Madre Colomba Gabriel

«E avanti! Per la via irta di sassi, col guardo a l’avvenir semina il bene; semina il bene su tutti i tuoi passi, chiudi in cuor le tue pene!...»

Madre Colomba Gabriel

Una memoria viva

Un canto dal Madagascar

Nelle missioni la memoria della Fondatrice è viva ancora oggi: le comunità del Madagascar le hanno dedicato un canto in lingua malgascia.